42 anni nelle residenze per anziani
Gli inizi: la gavetta vera
Nel 1979 ho conseguito il diploma di Economa Dietista, con successiva specializzazione in dietista ospedaliera. Ma il mio percorso nelle strutture per anziani è iniziato dalla gavetta più vera: due anni in lavanderia e guardaroba nell’IPAB di Pontelongo, in provincia di Padova.
Nel 1985 sono stata assunta come istruttore amministrativo area sociale. All’epoca non esistevano standard definiti, né per le strutture né per il personale. Mi sono trovata a fare di tutto: animazione con gli anziani, segretariato sociale, gestione dell’iter di accoglimento, attività di dietista e responsabile HACCP della cucina.
Gli ospiti erano anziani autosufficienti o con disabilità fisiche. Gli alloggi? Grandi cameroni con 6-8 posti letto, bui e maleodoranti. Il personale era poco formato, coordinato da suore con qualifica di infermiera generica. Era un altro mondo.
La grande trasformazione
Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, un gruppo di direttori, dirigenti, medici e geriatri visionari ha iniziato a ripensare tutto. Ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di alcuni di loro.
Ho partecipato a convegni, sperimentazioni e tavoli di lavoro che hanno portato alla creazione della scheda SVAMA (la prima vera scheda di valutazione dell’anziano), all’istituzione delle Unità Valutative Multidisciplinari, alla definizione degli standard di personale e strutturali.
Nel giro di pochi anni, le residenze per anziani si sono trasformate. E con loro, il mio ruolo: sempre più orientato al coordinamento dei servizi e dell’équipe multidisciplinare. La persona anziana è diventata il centro di tutto. Ogni ospite aveva un progetto personalizzato, con obiettivi misurabili. Una rivoluzione culturale, prima ancora che organizzativa.
La crescita professionale
Nel 2000 ho vinto il concorso per Istruttore Direttivo — Coordinatore Servizi Socio-Assistenziali. Per acquisire competenze più solide in gestione delle risorse e problem solving, nel 2001 mi sono iscritta all’università. Nel 2006 ho conseguito la laurea in Scienze Sociologiche, nel 2010 la laurea magistrale in Sociologia.
Nel 2005 mi sono trasferita alla Residenza Riviera del Brenta di Dolo. Con una direzione aperta al cambiamento e un’équipe giovane e competente, abbiamo strutturato nuclei con ospiti più omogenei, lavorando per obiettivi e progetti. Nel 2012 è stata inaugurata una nuova residenza con un nucleo dedicato alle persone con demenza.
Ci siamo formati sulla demenza di Alzheimer, sui disturbi comportamentali, sulla disfagia. La Residenza Riviera del Brenta è diventata un punto di riferimento nel distretto.
L’ultima sfida: il Covid
Da febbraio 2020 a fine 2023 abbiamo affrontato la pandemia. All’inizio senza strumenti adeguati, poi con circolari che cambiavano ogni giorno, spesso incomprensibili. Come coordinatrice, il mio compito era tradurre quelle indicazioni in procedure concrete, proteggendo ospiti e operatori.
È stata l’ultima grande sfida della mia carriera.
La pensione e un nuovo inizio
Nel settembre 2024, dopo 42 anni di lavoro, sono andata in pensione. Il saluto dei colleghi è stato commovente. Ma la sorpresa più grande è stato l’attestato di Benemerenza conferitomi dal Sindaco di Dolo (VE) per il lavoro svolto come coordinatrice.
Oggi ho tempo per viaggiare, cucinare, leggere. Faccio volontariato in un centro antiviolenza a Padova. Ma sentivo il bisogno di mettere a disposizione quello che ho imparato in tutti questi anni.
Sentieri d’Argento nasce da questo bisogno. E dalla consapevolezza che là fuori ci sono tante persone che affrontano da sole un percorso che io conosco a memoria.